Testimonianze
Leggi le numerose testimonianze di coloro che si sono sottoposti al metodo del Prof. Bauer. Potrai conoscere attraverso le loro esperienze i risulati che hanno ottenuto e sapere che esiste la possibilità di una diagnosi corretta e una cura concreta per chi soffre di fibromialgia.

4  Diagnosi della fibromialgia

 Tra gli anni 50 ed 80, la sindrome da fibromialgia è stata uno degli stati patologici cronici meno considerati, nonché l’oggetto di diagnosi errate, giacché imperava una grande confusione circa la sua diagnosi. Nel 1990, la Società Americana di Reumatologia (American College of Rheumatology – ACR) pubblicò per la prima volta i criteri diagnostici della sindrome da fibromialgia. Si trattava, innanzi tutto, di linee guida destinate alla ricerca, che risultarono, però, molto utili anche nella prassi medica per poter diagnosticare la fibromialgia.

I criteri furono messi a punto sulla base di dati provenienti da 20 diversi istituti medici, statunitensi e canadesi. I criteri diagnostici sono di facile comprensione ed applicazione, affidabili (altamente specifici, molto sensibili) ed hanno dato ottimi risultati nell’identificazione del paziente fibromialgico. La diagnosi di un caso di fibromialgia può essere redatta con l’aiuto dell’anamnesi (storia clinica pregressa) del paziente e l’esame dei tender points. Invece, non sono necessari esami radiografici e di laboratorio. Secondo i criteri diagnostici, nella sindrome da fibromialgia i tender points sono punti del corpo ben definiti, dolenti alla digitopressione, che non vanno confusi con i cosiddetti trigger points.

6Tender points — punti localizzati con precisione sul corpo umano, in sede bilaterale, sulle inserzioni muscolo-tendinee e sulle articolazioni. Di solito, nei soggetti affetti da sindrome fibromialgica, la maggior parte dei tender points risulta dolente alla pressione.

Trigger points — irrigidimenti muscolari, ben apprezzabili alla palpazione, per lo più in forma di fascio, caratteristici della cosiddetta sindrome dolorosa miofasciale. La stimolazione dei trigger points provoca dolori a raggiera o una contrazione muscolare circoscritta. La diagnostica di base della fibromialgia comprende l’intervista del paziente sui disturbi attuali e remoti (anamnesi) come pure un esame dei tender points, nel corso del quale il medico, usando il pollice oppure due o tre dita, esercita sui 18 punti definiti una pressione di circa 4 kg. Inoltre, di solito, egli effettua anche un controllo dei punti non dolenti alla digitopressione (punti placebo).

Tra l’altro, nel caso di pazienti cronici, è spesso buona norma effettuare esami ulteriori per escludere altre patologie, quali esami radiologici e di laboratorio o altri accertamenti diagnostici. Solitamente, in caso di sindrome fibromialgica, le malattie organiche sono assenti ed i risultati radiologici e di laboratorio risultano privi d’indicazioni o meglio sono nella norma. In particolare, la maggior parte delle volte non si riscontrano flogosi o malattie reumatiche e si può fare a meno della miobiopsia.

Nel caso di sindrome da fibromialgia, non esistono variazioni specifiche ed evidenti degli indici di laboratorio. I reperti virologici e batteriologici sono di solito senza valore diagnostico, le concentrazioni sanguigne di ormoni e neutrasmettitori possono risultare aumentate o diminuite e suggerire soltanto possibili disturbi del sistema dei neurotrasmettitori (neuro-ormoni). Nei soggetti affetti fa sindrome fibromialgica, anche i referti dell’esame del sistema immunitario non hanno fornito finora una prova certa della presenza di immunodeficienze. Le analisi chimiche di laboratorio hanno evidenziato che la presenza di certe proteine, che attaccano i tessuti del proprio corpo (autoanticorpi), è più frequente nelle famiglie di ammalati fibromialgici. Ciò vale soprattutto per gli anticorpi anti-serotonina, anti-gangliosidi, anti-fosfolipidi, e viene interpretato come segno di predisposizione genetica alla fibromialgia.

8 In passato, la fibromialgia è stata molto spesso interpretata scorrettamente come una flogosi o una malattia reumatica. In effetti, il 20-30% dei pazienti affetti da artrite reumatoide s’ammalano anche di fibromialgia e una volta curata la flogosi articolare, migliorano, in genere, i disturbi artritici, ma non i sintomi da fibromialgia.

A seconda dei disturbi, oltre al medico di famiglia si consultano tanti medici delle specialità più disparate: oculisti, dentisti, otorinolaringoiatri, cardiologi, urologhi, ginecologi, neurologi e psichiatri, gastroenterologi, endocrinologi, ortopedici e reumatologi – la maggior parte delle volte senza alcun successo. In ogni caso c’è bisogno urgentemente di una migliore informazione chiarificatrice sia dei medici che dei pazienti.

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